Recensione a Intermezzi di Renato Pallavicini
pubblicata sulla rubrica Il Calzino di Bart dell'Unità

 

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Di parole invece ne spende molte Davide Zamberlan per raccontare i suoi fumetti.
Novità apprezzabile, questa adottata dalla collana Prospero's Book di Tunué, neonata casa editrice che ha già sfornato un buon numero di interessanti titoli di saggistica su fumetto e cinema e che ha esordito alla recente Lucca Comics con questo primo albo a fumetti.

Si tratta di Intermezzi (pagine 48, euro 6.90), quattro ministorie, ciascuna introdotta da uno scritto in cui Zamberlan spiega l'origine e il senso del suo lavoro.
Storie minimaliste affidate all'istante del presente. Sono brevi intermezzi del tempo e e dei sentimenti in cui però trovano posto anche le vicende "lunghe" della storia come Ali, ambientata nel 1944, libera trascrizione di un racconto di Mishima.

I "crediti" non sono solo letterari in senso stretto, ma pescano direttamente tra i segni dei fumetti.
E Davide li dichiara esplicitamente, incastonando tra le sue vignette citazioni da Vanna Vinci e da Attilio Micheluzzi.

 

Renato Pallavicini       o