Recensione a Il Vecio della Montagna Bhè... sempre meglio che lavorare
pubblicata sulla rivista Scuola di Fumetto

“Il Vecio”, in catalogo della Lilliput dal 15 ottobre, è un più che esperto fumettista emergente perennemente appollaiato su una montagna di tavole inedite che sforna continuamente, anche mentre sfogliate queste 72 strip, selezione fra le migliori in realizzazione, condannato alla sedia e alla luce della lampada da tavolo perché non può farne a meno, è più forte di lui nonostante il mercato langua e la possibilità di inserirsi sia minima, “…perché  semplicemente riesce bene solo in questo”.

Uscite già in due occasioni su Scuola di Fumetto, le strisce sono da tempo promosse sul blog appositamente realizzato (vecio-montagna.splinder.com) dove sono molto apprezzate. Se credete che la “strip” sia l’esempio più sintetico di un cartoon dopo la “vignetta”, queste di DaZa sono una originale eccezione: volutamente estremamente sintetiche negli atteggiamenti dei personaggi (il vecio, la morosa, giovani aspiranti fumettisti, gli assistenti) e nelle inquadrature (come a ricordarci l’aspetto polisemico di certe immagini se non accompagnate da un testo esplicativo), non lo sono certo in buona parte delle battute. Nelle battute il vecio si esprime, eccome se si esprime sul mondo del fumetto, sulle condizione di autore, editore, sul mercato e tanto altro. Un po’ di amarezza per la situazione di cui soffre il medium, per quello che si potrebbe fare, ma non viene fatto da chi potrebbe e dovrebbe, un po’ di critica sui modi di fare fumetto; insomma ce n’è, ce n’è per tutti, quasi un saggio. Il tutto condito da un sano umorismo, da un non prendersi troppo sul serio nel miglior stile delle strip comiche; genere che purtroppo qui da noi, a parte qualche caso particolare, non è più, come nel passato, molto amato dai lettori: ma a leggere “il Vecio”, si sta dalla sua parte, c’è voglia di dargli una gran pacca sulle spalle e stare lì a fargli compagnia mentre disegna.

A livello grafico, le strip mostrano tutta l’esperienza e la chiara professionalità di DaZa. Davide Zamberlan non è nuovo alla strip, né al fumetto vero e proprio. Arriva dopo la partecipazione a numerose fanzine e autoproduzioni (è tra i fondatori del Free Comics Club-ARCI, Vicenza 1999-2004). La strip più nota, prima de “Il Vecio”, è E.S.U., realizzata per i testi di Carlo Coratelli, pubblicata poi negli Albi di Cronaca di Topolinia e in una raccolta edita dal Free Comic Club (strip apparse su Cronaca di Topolinia 2001-2002). Per quanto riguarda il fumetto tout court, nel 2002 DaZa è arrivato 4° in coppia con Alberto Sgaggero nel Concorso Pietro Miccia e ha vinto “Otto tavole per Mondo Naif” con la storia “Il Viaggio” pubblicata poi su Schizzo n°12. Su Mondo Naif n°45 ha poi pubblicato “Ali”.

Zamberlan, che non è così vecchio come vorrebbe far sembrare rappresentandosi nel “Vecio della montagna”, è un giovane innamorato del fumetto, sia delle storie intimistiche che scrive e disegna in cui spesso compaiono dei giovani, sia delle strip alle quali si dedica con vera passione. Attualmente è ancora appollaiato sulla montagna dove sta continuando a disegnare “il Vecio”; inoltre si sta inserendo in vari progetti interessanti. Il volumetto vale tutti i cinque euro di copertina.

RENATO CIAVOLA                  o