Un po’ di tempo fa ho trovato in rete comunicazione del primo fumetto open source: Vision Machine, comic americano di cui era possibile scaricare una versione delle tavole “pulite” (prive di testi e baloons) così da poter “ri-assemblare” la storia come si preferisce.

Ricordo anche un’iniziativa simile per l’italiano l’Insonne di Giuseppe Di Bernardo e Andrea J.Polidori.
L’idea di spostare il meccanismo di realizzazione di software, giochi e sistemi operativi nell’ambito della creazione creativa ha un qualcosa di affascinante che colpisce anche me (ma che per la rinomata pigrizia che da il nome a questa rubrica non assecondo ;P)
Tuttavia, secondo me, questi esempi sono esperimenti sicuramente interessanti ma ancora incerti. Partono da un prodotto ben definito e completo e consentono, più che la realizzazione di un fumetto open source, di personalizzare quello già esistente, ma rimanendo dentro a dei binari precisi.
Più aderente al concetto open source, sarebbe essere aperto (appunto) al libero contributo di chi voglia impegnarsi nella sua creazione ancora prima di raggiungere una forma completa. Continua a leggere→